e poi: Janis Joplin, Stan Getz, Bessie Smith, Miles Davis, Patty Smith, Gloria Gaynor, Deep Purple, Nina Simone, Barry White, Francoise Hardy, Kim Carnes, Queen, Sarah Vaughan, Macy Gray, Trio Enserie, Antonello Venditti, Carmen Consoli, Charles Aznavour, The Cure, Franco Battiato, Joao Gilberto, Joy Division, Julie's Haircut, Mando Diao, Mina, NIN, Offlaga Disco Pax, Paco De Lucia, Parto delle Nuvole Pesanti, The Pippettes, Rage Against the Machine, The Rolling Stones, Ryuichi Sakamoto, Sergio Cammariere, Sud Sound System, The White Stripes, ...
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Le bolle di sapone. Il sole caldo. I sorrisi. E mi sento bambina. Il sapore del ragù. L'odore del pomodoro. Un amico che da Roma, viene per farmi il tiramisù "Ché io non ti lascio mica a deprimerti". E farlo insieme. Chiacchiere. E poi, "Ciao, ci sentiamo presto!" E la sua voce al telefono e, ancora una volta, un invito ad andare. E la mentuccia strofinata fra le mani. Il gelato al pistacchio. I balconi colorati dalle mille sfumature dei fiori. E i loro profumi. Le ciliegie. I noccioli e le foglie. I jeans e la prima giornata con le ciabattine estive. Il sudore. E sono felice. Occhi. Ricordi della serata di ieri. Le quattro del mattino, quattro amici su una panchina e la conta per rubare una bottiglia di vino rimasta in casa della festeggiata, con una scusa stupida. E Lucignolo che torna con soli tre sorsi. Ed "Ehi... Vedi di non far passare altri due mesi prima di rivederci...". I biscotti integrali. L'acqua fresca.
Una sigaretta fumata l e n t a m e n t e.
Ed i morsi ad una mela. Il cinguettìo degli uccelli. Una conversazione particolare su MSN. Un incontro del quale l'unica cosa certa per entrambi è che ci sarà. Non sappiamo quando, ma sappiamo come. E sono eccitata. Il cuore che sorride, dopo aver metabolizzato l'idea di cambiamento. I calzini colorati. Verdi. Celesti. Arancioni. Fucsia. Il mio mensile preferito sfogliato, come sempre, dall'ultima pagina alla prima. A ritroso. L'incenso. E "Sì, prendimi così..." Le stampe di Dalì sulle pareti della mia camera. E la biografia di Tamara de Lempicka. Gli anni '30. Ed i '60. La gelosia di una donna. E sorrido. La crema che profuma di cetriolo. Il mare e la sabbia. I piedi nell'acqua.
La tranquillità. Momentanea, leggera, delicata, fragile come le bolle di sapone.
majika, sempre più perplessa... 23:00 | commenti: commenti (3)(popup)
Non sono mai stata troppo sveglia, mai. Sì, a scuola andavo bene, molto reattiva agli stimoli delle suore. Sì, ho fatto materna ed elementari dalle suore e questo è indice di quanto io abbia dovuto reprimere i miei istinti e le mie pulsioni. E di cosa significhi per me il sesso.
Educazione fortemente cattolica, repressiva, bigotta, hanno fatto di me un essere umano con gravi disturbi per quanto riguarda il rapporto col sesso. E con l'amore. E con la fiducia. E basta. Dicevo, quindi, che non sono mai stata troppo sveglia.
Dopo lunghi periodi di autoanalisi, di riflessioni, di voglia di liberare la parte più istintuale di me, sono giunta a quello che è il mio personalissimo assunto, molto spesso non condiviso: non credo esistano perversioni.
No, non esistono. Naturalmente parlo di rapporti fra persone adulte e consenzienti.
Tutto è lecito.
Esistono cose che piacciono e cose che non piacciono. Cose che piacciono di più e cose che piacciono di meno. Ma non esistono le perversioni. Se mi piace e mi eccito con l'urofilia e al mio partner non dispiace, perché no?
A chi fa del male, se per far salire l'eccitazione mia e sua, il mio partner si traveste da batman? Nella peggiore delle ipotesi ne viene fuori una sana risata.
Chi può risentire del fatto che adoro farmi schiaffeggiare il fondoschiena o farmi legare al letto dal mio lui?
Per dire.
Ripeto, tutto è lecito fra persone adulte, ma sopratutto consenzienti.
Ma tornando alle suore...
Starete pensando che si respirava aria di peccato in ogni dove. E, invece, non era così.
Abbondavano battute, doppi sensi e allusioni. Scandali più o meno noti, fra suore e genitori di alunni. Insomma un troiaio. In tutto questo "la povera e piccola Majika cresceva con nessuna particolare idea sul sesso, sull'amore, se non lo schifo per l'immagine della propria suora con l'alitosi che si sgrillettava in camera".
Bleah.
Andando avanti negli anni, la parte teorica dei sentimenti (ossimoricamente e utopisticamente parlando) veniva anzalizzata e razionalizzata da me medesima, in cerca di un senso e di una logica. Spinta anche da uno dei due genitori verso l'idea che "non siamo bestie, gli animali si accoppiano, le persone si amano. E devono sapersi controllare".
Nella teoria, non so come e perché, ero la più ferrata fra le mie amiche. Saranno state le ore passate a leggere Cioè o un'altra rivista che al sesto numero è stata censurata, dopo aver messo come gadget un profilattico...
Per quanto riguarda la pratica... Beh, la pratiche?!
Ho scoperto che potevo dare e ricevere piacere al/dal mio corpo piuttosto tardi... Facciamo anche senza piuttosto. Masturbazione: questa sconosciuta, diventò, così, la mia ossessione.
E così, artrite, artrosi e gomito del tennista.
Il primo ragazzetto. Le prime uscite. I primi pomeriggi di pomicio violento. Le prime esplorazioni... Le prime figure di cacca.
Un giorno di taaaaanti anni fa, con il mio primo amore alle superiori.
Lui aveva già la macchina ché, neanche a dirlo, aveva ripetuto n volte il primo, n volte il secondo. Mi porta in una pinetina da dove si vedeva un panorama fantastico: il blu del mare che si fonde con l'azzurro del cielo. Era ed è ancora la pinetina dell'ammmore. E lì credo siano stati concepiti mooooolti bimbi. Beh, mi porta in questa pinetina, ma restiamo un po' in macchina.
Ti bacio io, mi baci tu.
Slinguazza di qua, slinguazza di là, all'improvviso sento *track track track*. E inizio a sentire il vuoto dietro la mia schiena. Il genio stava tirando giù il sedile, che bontà sua, aveva la manopola rotellosa e non la leva, sicché andava e andavo giù a scatti. Siccome sono sempre stata poco sveglia, ho fatto una cosa che tutti gli uomini vorrebbero veder fare alle proprie donne: sono scoppiata a ridere mentre lui continuava a baciarmi e a smanettare con sedile.
Lancio del missile rimandato.
Non pago, ha ripreso lo slinguazzamento convulso e messa alle strette, mi son detta: "vabbè, proviamo a vedere che succede se metto una mano sulla sua cossia e lo accarezzo..."
Mano birichina, sempre più audace... lenta risale dal ginocchio in direzione nord. A metà cossia, lui mi fa: "Ehi, aspetta... Sono bagnato... Ti prendo un fazzolettino..."
Cazzo! Eiaculazione precoce, molto precoce, direte voi...
Io, invece, in quel momento ho pensato: "Ma cazzo, s'è fatto la pipì addosso!".
majika, sempre più perplessa... 16:28 | commenti: commenti (15)(popup)
Due ore fa ho incontrato l'ispettore del gruppo dei V.d.S. di Teramo. L'ispettore del mio gruppo.
A causa della bronchite ho smesso di fare turni. E mi manca. Mi mancano i miei colleghi.
Credo, però, che sul registro dei turni, il mio nome non comparirà più.
Mi fa male. Mi fa male andare in sede, vedere le ambulanze, sentire le sirene che si accendono, il fischio. Mi fa male perché a luglio finirà tutto.
Ho deciso di cambiare vita e la CRI, probabilmente, ci sarà ancora, ma non sarà la stessa cosa.
Non saranno loro, non saranno gli stessi ambienti. Non saranno le stesse discussioni. Le stesse risate. Gli stessi interventi. Gli stessi abbracci. Le stesse lacrime. Gli stessi sorrisi.
Sul prossimo registro dei turni non troverò i nomi di persone alle quali mi sono legata profondamente. Che mi hanno aiutata, più o meno, consapevolemente a superare periodi difficili.
È la cosa che più mi mancherà di Teramo, o forse, l'unica.
È l'unica cosa che mi tiene ancora legata a questo posto.
Non ho più nulla da chiedere e da dare qui.
Non è il mio posto.
Non è il mio angolo di mondo. Non so se mai lo troverò, ma sono sicura che non è questo, se non per la realtà parallela che era ed è per me la Croce Rossa.
È il mio rifugio. Quando ho avuto , ed ho, problemi cazzi e scazzi, esco e passo in CRI. C'è sempre qualcuno con cui parlottare e, grazie al quale, i problemi sembrano improvvisamente più piccoli.
Non troverò un altro Bruno che mi dirà che sono adorabile nella mia assurda acidità.
Non troverò un'altra Diana che mi chiamerà per coprire i turni.
Non troverò un'altra Denise che mi chiamerà mignotta.
Non troverò un'altra Doriana da cazziare.
Non troverò un altro Gianluca che mi romperà le palle.
Non troverò un'altra Marianna che farà imitazioni.
Non troverò un'altra Francesca da salutare ossequiosamente.
Non troverò un altro Pierino, un altro Paolo, un'altra Patrizia, un'altra Nella, un altro Pierluigi, un altro Giancarlo, un altro Arturo, un altro Alberto.
Non troverò un altro Massimo.
Ho dato tutto quello che potevo. Ho investito molte cose: tempo, pazienza, salute anche. Era e continuerà ad essere la mia passione. Loro sono la mia passione. Mi mancheranno.
E li sento già lontani, distanti.
È la vita. sì, lo so. Del resto ho scelto io di andare via da Teramo, presa da orizzonti diversi, opportunità diverse.
È la vita. Ed è giusto sia così.
Il ciclo della vita.
E mi viene in mente la tesi, ché l'espressione CICLO DI VITA - DEL PRODOTTO - in quel caso, mi ha tormentata.
Il ciclo di vita del prodotto è fatto di quattro fasi. Nella teoria più gettonata.
Nascita (introduzione), crescita, maturità (sviluppo), declino. E sul declino poi ci sono le varie teorie di rivitalizzazione o non, di morte definitiva, di quello che vi pare.
Tutto nasce, cresce, si sviluppa e, poi, arriva il momento del declino. Non necessariamente della morte, ma della marcescenza.
Il declino è la fase più interessante, secondo me, del ciclo della vita.
È la fase nella quale si sviluppano nuove idee. È la fase del "tutto per tutto". È progresso. È stimolo a cambiare rotta, a cambiare vita, a cambiare idea. È l'inizio di quello che sostituirà la poltiglia delle vecchie idee.
Senza declino, senza marcescenza, senza deterioramento non si cresce. Si resta sempre uguali a se stessi.
Restare fermi, nel proprio psuedo-mondo utopisticamente perfetto è nocivo, nonché stancante, noioso, inutile. Non si cresce. Non ci si evolve.
L'immobilità è pericolosa. Tutto ciò che è animato deve avere dei cambiamenti, delle evoluzioni, delle involuzioni, magari. Ma non può rimanere statico.
Il mio declino è iniziato già da tempo. È ora di rivitalizzare il prodotto...
Dovremmo sentirci tutti come Caravaggio, ancora allievo del Cavalier d'Arpino, insoddisfatto della bellezza statica, effimera, falsa, dei fiori, della frutta che era costretto a dipingere.
La nascita del concetto di natura morta di caravaggiana memoria, dei frutti non più belli, sodi, perfetti, ma raggrinziti, la mela è bacata, su alcuni acini e sulla pera ci sono parassiti, i fichi, troppo maturi, sono spaccati. Anche le foglie sono per metà verdi, per l'altra metà caduche. Perché la frutta, la natura, gli uomini, la vita, sono reali, non ideali. Non sono immobili. Cambiamo.
I wish I was...
majika, sempre più perplessa... 22:35 | commenti: commenti (8)(popup)
A Maubauis
che come argomento
per un mio post ha scelto
Gli Afidi dei Tigli.
Gli afidi dei tigli.
Conversazione su MSN Majika: "Annaluisa... Sai, devo scrivere un post sugli afidi dei tigli!" Annaluisa: "Come scusa?" M.: "Sì, dai... È un gioco che devo fare... Un post sugli afidi." A.: "..."
Dialoghi a quattr'occhi. M.: "Annaluisa... Che dici? Come lo imposto il post sugli afidi?" A.: "Afidi... Mh, non saprei." M.: "Dai, devo fare 'sto maledetto post sugli afidi dei tigli..." A.: "..."
In macchina. M.: "Oh, ma lo sapete che gli afidi secernono una sostanza chiamata melata?" A.: "Che dici?" M.: "Sì, in sostanza cagano colla." A.: "Ah. Il post sugli afidi."
Per strada. A.: "Ma che cavolo è?! Appiccica tutto..." M.: "Ma come che è? Te l'ho detto prima, in macchina." A.: "Afidi."
In camera, al pc M.: "Guarda! Madonna è assurdo!" A.: "Cosa?" M.: "Queste immagini... Che schifo." A.: "Che immagini sono?" M.: "Eh, niente... Ti ho detto che devo scrivere un post sugli afidi? Volevo trovare qualche foto, qualcosa di interessante a riguardo. Mi documentavo insomma." A.: "Un post sugli afidi?! Uau! No, non me ne avevi parlato..." *argh*
L'ultima sera. M.: "Annaluisa... Sai che ho trovato un'idea per scriv..." A.: "...il post sugli afidi? Sì? Davvero? Dio c'è! Dimmi..." M.: "No, pensavo di scrivere di tutte le volte che ti ho detto in questi due giorni che dovevo scrivere un post sugli afidi... ché forse ho esagerato." A.: "Nooo, non hai mica esagerato..." M.: "Ah, meno male. Pensavo di averti stressato! Beh...
Il titolo potrebbere essere: Meta post.
Sottotitolo: Gli afidi dei tigli.
e poi:
Conversazione su MSN Majika: "Annaluisa... Sai, devo scrivere un post sugli afidi dei tigli!" Annaluisa: "Come scusa?" M.: "Sì, dai... È un gioco che devo fare... Un post sugli afidi." A.: "..."
Dialoghi a quattr'occhi. M.: "Annaluisa... Che dici? Come lo imposto il post sugli afidi?" A.: "Afidi... Mh, non saprei." M.: "Dai, devo fare 'sto maledetto post sugli afidi dei tigli..." A.: "..."
In macchina. M.: "Oh, ma lo sapete che gli afidi secernono una sostanza chiamata melata?" A.: "Che dici?" M.: "Sì, in sostanza cagano colla." A.: "Ah. Il post sugli afidi."
Per strada. A.: "Ma che cavolo è?! Appiccica tutto..." M.: "Ma come che è? Te l'ho detto prima, in macchina." A.: "Afidi."
In camera, al pc M.: "Guarda! Madonna è assurdo!" A.: "Cosa?" M.: "Queste immagini... Che schifo." A.: "Che immagini sono?" M.: "Eh, niente... Ti ho detto che devo scrivere un post sugli afidi? Volevo trovare qualche foto, qualcosa di interessante a riguardo. Mi documentavo insomma." A.: "Un post sugli afidi?! Uau! No, non me ne avevi parlato..." *argh*
L'ultima sera. M.: "Annaluisa... Sai che ho trovato un'idea per scriv..." A.: "...il post sugli afidi? Sì? Davvero? Dio c'è! Dimmi..." M.: "No, pensavo di scrivere di tutte le volte che ti ho detto in questi due giorni che dovevo scrivere un post sugli afidi... ché forse ho esagerato." A.: "Nooo, non hai mica esagerato..." M.: "Ah, meno male. Pensavo di averti stressato! Beh...
Il titolo potrebbere essere: Meta post.
Sottotitolo: Gli afidi.
e poi:
...
...
...
Cliccami.
majika, sempre più perplessa... 18:43 | commenti: commenti (9)(popup)
Luce improvvisa, accecante, fastidiosa.
Luce negli occhi. Luce di ricordi bui.
Gli occhi si stringono, si chiudono per evitare di vedere. Di sentire, forse.
Luce negli occhi. Fastidiosa.
La luce mi attraversa. Scandaglia i fondali del mio Io.
Fa emergere. Colpisce. Illumina.
Luce puntata violenta contro il viso, contro gli occhi.
Interrogatorio.
Mi chiedo perché l'ho fatto. Perché no, non era amore.
Ricordi di uno spazio angusto. Ricordo di una persona semplice. Atteggiamenti sopra le righe.
Caleidoscopiche visioni*
Arcobaleno emozionale*
Andirivieni umorali
Battibecchi senza senso
Lacryma Christi
Sangue di cenere soffiata dal vento
Ricordi del futuro
Animosamente dispiego le mie volontà
Raccogliere forze e coraggio
Per ammettere gioie e dolori
Viscere frizzanti
Aggrovigliate nel cuore e nella mente
Possibilità versus impossibilità
Lacerante diverbio di feroce arguzia
Stimolazione necessaria
Nuovo orizzonte
Declinante tramonto
Portatore di notte e tempesta d'insonnia
Ricerca estenuante di sé
Che conduce solo all'oblio
Visioni offuscate
*Majika
*Amica Majika
majika, sempre più perplessa... 23:47 | commenti: commenti (11)(popup)
La sensazione è quella di vuoto incolmabile.
Anni di troppo. Anni di nulla.
Oggi la frattura. Una delle peggiori, se non La Peggiore degli ultimi anni.
Piani emozionali diversi. Linguaggio diverso. Distorsioni nella codifica e decodifica dei messaggi.
Distanti, ma vicine. Un'unica persona non ben definita, composta da due cuori, due anime, quattro occhi, due cervelli. Un mostro della natura. Non c'è linea di confine. Un continuum insensato.
Senso di colpa.
Aggressività reciproca. Lame taglienti scalfiscono il cuore con toni alti e acuti.
Cerco il dialogo, ogni volta, ma trovo solo: "Tsè. Ma per favore, va'."
E mi sforzo ogni volta di restare calma. La rabbia, il dolore, la delusione, ogni volta più cocenti, mi logorano.
Mai una parola di sostegno. Mai.
E il timore di non essere sulla strada giusta. E l'insicurezza che mi blocca. E i sensi di colpa. I maledetti sensi di colpa. Gli ironici sensi di colpa. Gli inutili sensi di colpa. I fottutissimi sensi di colpa.
Perché non riesco a capire quella parte di me? Ma sopratutto è giusto che continui ad essere una parte di me?
Lasciami andare.
Lasciami provare.
Lasciami crescere.
Lasciami sbagliare.
Lasciami decidere.
Lasciami ridere.
Lasciami vivere.
Lasciami...
Ma sostienimi. Almeno una volta.
Ne ho bisogno.
majika, sempre più perplessa... 10:26 | commenti: commenti (11)(popup)
Ore 7:45 circa.
Caffè forte, con la stessa consistenza del catrame, amaro, fumante e una fetta di ciambellone fatto in casa. Colazione perfetta per iniziare la giornata in modo grintoso. Accendo la tv per il tg delle 8.
RaiUno.
Trasmissione: Uno Mattina
Il cavaliere Paolo Bruni (qui), col capello appena piastrato, parla di piselli (qui).
E i baccelli e i semi e la storia dei piselli e il fatto che si sono trovate tracce di piselli qualcosa come 12.000 anni fa e avanti così per 7-8 minuti fra sorrisini e ilarità spicciola.
Per finire in bellezza, il fatto che era un alimento che si trovava sulle tavole di ricchi e benestanti: "Sì, perché i piselli nobilizzavano il Re Sole."
Non so se piangere o ridere per i sorrisini da bimbi di prima elementare che vedono per la prima volta il ginocchio dell'amichetta o per come viene bistrattata la nostra cara lingua.
Nel cercare una foto pisellosa ho capito cosa voglio fare nella vita...
Scorrete questa pagina qui fino ad arrivare al quarto lavoro.
È lui. Sarà il mio lavoro.
majika, sempre più perplessa... 10:14 | commenti: commenti (4)(popup)
Mi sono quasi rassegnata... Quest'anno è così (leggi qui per capire a cosa mi riferisco): mi ammalo, prendo antibiotici, le mie difese immunitarie vanno a farsi un giro, guarisco, torno a fare una vita normale, fatta di uscite serali, concerti, aperitivi o semplicemente due passi e... mi ammalo di nuovo. È un circolo vizioso. Un eterno ritorno. E credo che sarà così a vita.
Eccheccazzo.
L'ultimo antibiotico che ho preso, io che di solito non prendo neanche una caramellina per la gola, ma neanche le Halls per dire, era di un bel colore fucsia. Psichedeliche. E mi sono trasformata in una donna bionica: facevo pipì arancione. Avrei dovuto/voluto piangere. Sarei diventata un fenomeno da baraccone: la donna che piange arancione.
Per tirarmi su, dato che il principio attivo delle pallette fucsia era di quelli potentissimi, rifampicina (qui) per capirci, mi sono data allo sciòpping convulso ed ho comprato una cosina che si abbinava alle pallette.
Eccola qui.
Ora, mentre aspetto che la tosse si aggravi di nuovo per tornare strisciando dal dottore, mi tiro su il morale con questo stornello, dedicatomi dal mio v.b. preferito.
*sgrat sgrat*
majika, sempre più perplessa... 10:10 | commenti: commenti (16)(popup)
Nulla è sbagliato in senso generale. E nulla è giusto in senso generale.
Non c'è torto o ragione
E' il naturale processo di eliminazione
In che direzione devo, voglio muovermi?
Spirali vorticosamente aggrovigliate nella mia mente. Incapacità di discernere.
Avvolta da una soffice corazza bianca, mi proteggo. Mi proteggo?
No, mi nascondo forse.
Guardo quello che intorno a me è, vive.
Mi abbandono e mi immergo nelle note di una ballata che accompagna la mia ennesima notte senza sonno, senza sogni.
Sotto un peso invisibile, intangibile i polmoni faticano ad espandersi, a riempirsi di aria fresca, pulita.
La musica mi accarezza.
E sento le sue dita scivolare sui miei fianchi, lungo la mia schiena. Sulle mie rotondità.
Dita delicate, fragili, ma decise.
Dita che sanno darmi brividi lunghi una notte.
E mi lascio sfiorare.
La musica mi bacia.
E sento le sue labbra scivolare sui miei fianchi, lungo la mia schiena. Sulle mie rotondità.
Labbra delicate, fragili, ma decise.
Labbra che sanno darmi brividi lunghi una notte.
E mi lascio assaggiare.
majika, sempre più perplessa... 00:59 | commenti: commenti (5)(popup)
Mi chiedo ancora cosa mi sia successo la sera del trenta. Cosa??!!
Mi sono trasformata in una groupie/teenager! Oh yeah.
Aspettavo di vederli suonare dall'anno scorso, quando, a causa dei miei cari amici alcolisti non troppo anonimi, sono arrivata al concerto proprio mentre loro andavano via dal palco.
Loro: Après la classe.
Concerto/palco: Aspettando il primo maggio (in quel di Teramo).
Quest'anno organizzato nel vecchio stadio comunale, quindi sull'erba, quindi sull'umidiccio, quindi i reumatismi ora mi stanno uccidendo.
È proprio vero che per vivere in questo mondo ci vuole il fisico. Ma anche no. Io barcollo ma non mollo [cit.]
Arriviamo intorno alle 20.
Si sta esibendo un gruppo teramano, mi pare... i Misto Lana. Non male, ma molto, troppo ispirati sia ai Modena sia agli Après, secondo me. Ma comunque.
Nota positiva: violinistessa bionda molto figa.
Il mio gruppettino ed io ci siamo posizionati a distanza di sicurezza dai gggiovani e da quello che sarebbe stato il loro prossimo pogare. Cioè. Io che uso il termine pogare. Bah.
Piccolo break per sistemare il palco.
E intanto i bicchieri aumentano il ritmo di svuotamento-riempitura.
E non ricordo perché ho iniziato a parlare in (pseudo)portoghese.
Mah.
Forse è iniziato tutto con un commento su un notevole ragazzo ebony. Ed è venuta fuori la parola Saudade. Da lì, un crescendo.
Le uniche due regole di pronuncia che mi ricordavo del portoghese erano: "t" seguita da "i" si legge "ci" e "o" si legge "u", sicché, tutta a sera parla(t)cio così. O (t)ciamburello. O vino. Meo amigo. Mah.
Cose strane.
Il mio cervello è rimasto a Udine.
Il presentatore annuncia, finalmente, che stanno per arrivare gli ultimi tre gruppi. Tutti dallu Salentu.
Salgono sul palco i Nidi d'Arac.
Alle prime note di pizzica, mi scateno. Per quanto possibile e quanto si confa ad una personcina a modo come me. Pfui.
I Nidi mi fanno girare un po' le balle, ché per suonare o tiamburello ci hanno messo troppo. Era lì poggiato su un trespolo che aspettava di farsi sbatacchiare e loro, niente.
Finita l'esibizione, applausi applausi, tecnici sistemano o palco.
Un po' di musica per intrattenerci mentre finiscono di sistemare o strumentio.
Immancabile Rino Gaetano, poi la Bandabardò che quest'anno ha dato forfait.
"E ora il secondo gruppo dellu Salentu... Lascio il palco agli Après la Claaaaaaaaaaasse"!
E qui ho dato il meglio di me.
Ho iniziato a urlare, saltare, cantare. Infatti la voce è rimasta lì.
E poi, il top: mi sono addentrata nella bolgia di teenchepiùteennonsipuò per cercare di avvicinarmi al palco per fare qualche foto. Ho salutato le mie amiche e sono andata.
Me lo dovevo. Pogando pogando sono arrivata sotto il palco.
O sudoro mi imperlava la fronte. I teen mi zompettavano addosso. Ma non sentivo niente. Pensavo solo a fare millemila foto con la mia vecchia fotocamera che se ogni tanto evitasse di rompere le balle e di bloccarsi, gliene sarei grata. Però, poi, ha fatto la brava. Un paio di bottarelle ed è tornata come nuova.
La luna cadrà, Sud Est, Paris (v. video), la Patchanka, Lu rusciu te lu mare, Lu sule, lu mare e lu jentu e poi non mi ricordo più.
Video di una piccola parte di "Paris"
Ho cantato a squarciagola e saltato tutto il tempo. Ero come impazzita. Poi la mia testolina ha iniziato a pensare che, fatto trenta, potevo fare trentuno cercando di salire sul palco e infilarmi nel backstage, ma poi mi ha detto ma anche no e non l'ho fatto.
Ma mi sono quasi pentita.
Collage foto degli Après la classe. Le altre sono qui.
Finita l'esibizione degli ALC, sono saliti sul palco i Sud Sound System e lì, ho deciso che dopo un paio di foto, sarei dovuta tornare alla base, altrimenti i teen mi avrebbero massacrata zompettandomi addosso.
Ho finito la serata seduta nell'ambulanza dei miei cari amici della CRI, con brividi, ossa doloranti e naso chiuso. Naturalmente, mi sono beccata: raffreddore, mal di gola e qualche decimo di febbre.
Tanto per cambiare.
majika, sempre più perplessa... 07:23 | commenti: commenti (7)(popup)
Bon. Non scrivo che odio le catene, perché fa troppo controcorrente per forza. Né scrivo che mi piacciono, fa troppo... No, è proprio così, ma non lo scrivo.
Stravolgo di poco il regolamento, non perché io voglia fare la controcontrocorrente, ma perché altrimenti sarei ripetitiva. Volete io sia ripetitiva? No, vero?
Inserire il regolamento del gioco sul blog: lo sto facendo. Relax, take it easy.
Citare sei cose che vi piace fare e perché: dunque...
Ne scrivo una sola che giustifica tutte quelle che potrei/dovrei inserire:
S P E R I M E N T A R E
Credo sia l'unico modo, o comunque il mio unico modo, per conoscere. E parlo di conoscenza di persone, emozioni, sensazioni, cose, posti, etc. Nel bene e nel male, si intende.
Coinvolgere altre sei persone: ma anche no. Sentitevi liberi di rispondere qui o di farlo nelle vostre stanze. Insomma, fate come vi pare.
Comunicare l'invito sul loro blog: ma anche no.
majika, sempre più perplessa... 15:58 | commenti: commenti (5)(popup)
Sono tornata. Arrivata un paio d'ore fa, dopo millemila ore di treno.
Un presente per chi ancora si ricorda di mmme...
Per le altre foto, datemi il tempo di riabituarmi al pc e alle robe tecnologiche!
Cliccami.
majika, sempre più perplessa... 23:49 | commenti: commenti (7)(popup)
Oggi ho da fare questa cosina qui.
E se tutto va bene, stasera ho da fare da queste parti qui.
Probabilmente berrò qualcosa con una personcina tanto a modo, ma non voglio dirlo. Se non bevo, non credo!
Se volete che non mi metta a chiedere l'elemonisa e volete rendere il mio soggiorno nelle lontane e fredde terre friulane, un soggiorno sereno, divertente e godereccio contattatemi ché vi dò il numero della postepay. Tranquilli, documenterò il sereno, il godereccio e anche il divertente. Non approfitto mica di voi e del vostro buon cuore.
Lo stesso dicasi per ricariche telefoniche.
Se volete, invece, offrirmi da bere, vitto, da bere, alloggio e da bere, dopo il soggiorno udinese, fatemi sapere. Potrei anche pensare di fare fermate intermedie nelle sette/otto/nove ore di treno che mi aspettano al ritorno.
Ovviamente, a tutto quello di cui sopra è applicabile il "ma anche no".
Che altro posso dire...
*mumble mumble*
Fate i bravi.
Torno presto. Ma anche no.
majika, sempre più perplessa... 07:41 | commenti: commenti (13)(popup)
Occhi lucidi e carichi di lacrime.
Cedimento strutturale.
Crollo sistemico.
Persone, macchine, diagnosi, prescrizioni.
Una stronzata, rispetto alle altre, ma è l'ennesima. E sono stanca.
Lui mi vede arrivare, con gli occhi rossi e gonfi, mi guarda. Tenero. Preoccupato.
Mi chiama nell'altra stanza... e mi abbraccia. Mi porge la spalla e con una battuta mi invita a farne buon uso. Rispondo. A modo mio. Col mio solito tono e lui ride divertito, contento del fatto che son caduta, ma cerco sempre di rialzarmi.
Torniamo di là... lo abbraccio io questa volta.
Scendiamo le scale.
- Manu, ma lo sai che sei davvero una bella persona? - No, non lo so. E comuqnue me lo dici solo per come sto ora... - Fanculo va.
Torno a casa.
Mando un sms.
Risposta immediata.
Altro sms.
Risposta e telefonata chilometrica.
Il mio viso, deforme, sorride. Sorridono i miei occhi. Sorride il mio cuore.
Troppo simili per non capirci.
Troppo simili per non trasmetterci i rispettivi malesseri.
Troppo simili per non volerci bene.
E io di bene te ne voglio. Tanto.
Grazie ancora, B.
majika, sempre più perplessa... 08:13 | commenti: commenti (2)(popup)
Premesso che non credo agli oroscopi e ad altre amenità del genere, volevo fare qualche considerazione sull'oroscopo del mio segno per il 2008.
È dall'ottobre scorso che mi dicono tutti che il 2008 sarebbe stato l'anno del capricorno, che avrei avuto tanta fortuna, tanta gioia e tante cose belle.
Finora ho visto solo: bronchite, sessione d'esame saltata a pie' pari, un paio di delusioni cocenti, superate sì, ma che mi hanno arrostito per benino e dulcis in fundo, la niu entri della settimana: il dente del giudizio. Infiammato.
Sarà colpa dell'ascendente.
Oramai non ho più il viso normale. Sono deforme. Un mostro, non che prima fossi chissà che, ma almeno ero proporzionata. Ora neanche quello. Ho un bozzo sulla guancia destra che mi faccio schifo da sola. Di prendere ancora antibiotici non se ne parla, ma credo sia l'unica.
Sono tre giorni che mi lamento con chiunque.
Sono tre notti che non dormo per via del dolore.
E sono tre giorni che mi ubriaco a whisky ché dice che anestetizza tutto. Dolori fisici e morali. E questo ci piace.
Ho pensato di prendere un coltello, usare come fulcro della leva il labbro inferiore e *stuck* estrarmi il dente da sola.
Ho pensato di darmi una martellata, ma poi, forse, mi sframmicherei anche gli altri denti.
Ho pensato che forse è il caso di chiamare il dentista. Oggi pomeriggio lo chiamo. Sì, ho deciso.
Intanto giro per casa così...
majika, sempre più perplessa... 09:44 | commenti: commenti (9)(popup)